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Ubuntu Touch può diventare un vero protagonista del Mobile Only?

visibility 127 Views person Posted By: MiraLab list In: Guide
Ubuntu Touch può diventare un vero protagonista del Mobile Only?

Il ritorno di un’idea audace

Quando Canonical lanciò Ubuntu Touch era troppo avanti per il suo tempo. L’idea di convergenza, un solo dispositivo per tutto, era visionaria nel 2013, ma il mondo non era pronto. L’hardware era limitato, la comunità piccola e l’ecosistema ancora immaturo.

Oggi tutto è cambiato. Gli smartphone sono più potenti di molti laptop, i lapdock si sono evoluti, e sempre più persone cercano libertà da ecosistemi chiusi.

Ubuntu Touch, ora mantenuto dalla comunità UBports, sta diventando ogni mese più maturo. Funziona già su un numero crescente di smartphone, dai vecchi Google Pixel ai moderni Fairphone, e si comporta sempre più come un vero sistema operativo desktop, pur restando intuitivo su mobile.

La parte più interessante è che il sistema operativo è ormai quasi pronto al grande passo, e la comunità sta cercando un produttore di smartphone disposto a collaborare. L’obiettivo è creare un telefono Linux di riferimento, progettato fin dall’inizio per la nuova generazione Mobile Only.

I lapdock lo rendono reale

Collega il tuo telefono Ubuntu Touch a un lapdock e osserva la magia.
Improvvisamente il tuo smartphone diventa un vero desktop Ubuntu da portare ovunque.
Nessun accesso al cloud, nessun tracciamento nascosto, nessun account obbligatorio, solo il tuo telefono che alimenta direttamente il tuo spazio di lavoro.

Su un MiraBook o su qualsiasi lapdock moderno l’esperienza è fluida e sorprendentemente naturale. Puoi usare scorciatoie da tastiera, eseguire suite d’ufficio, navigare sul web, persino aprire un terminale e gestire server come su un portatile Linux. Tutto questo con la potenza del tuo smartphone in tasca.

Questa è la vera libertà.

Il tassello mancante

Samsung DeX è raffinato ma limitato. Rimane centrato su Android e non può essere controllato completamente. Non consente di installare facilmente applicazioni Linux native e ti mantiene legato ai servizi Samsung.

Ubuntu Touch trasmette invece una sensazione opposta. È aperto, flessibile e personalizzabile. Puoi modificarlo, sperimentare e farlo davvero tuo.

Certo, restano delle sfide. La compatibilità hardware può variare, alcune app mancano, e le prestazioni possono ancora migliorare. Ma ciò che conta è la spinta della comunità. Il progetto UBports è vivo, attivo, e continua ad attrarre nuovi contributori che credono nella visione Mobile Only.

Perché il 2025 potrebbe essere l’anno dei telefoni Linux

L’ascesa di hardware aperto come Pine64 o Fairphone offre nuove opportunità a Ubuntu Touch. Sempre più produttori si stanno avvicinando al movimento, e persino Google sta preparando modalità desktop native per Android. L’intero settore si sta muovendo verso un futuro in cui lo smartphone diventa il computer principale.

Anche i lapdock stanno migliorando. Sono più leggeri, resistenti e accessibili che mai. Collegare il telefono a un guscio con schermo e tastiera è ormai del tutto naturale.

È il mondo che stiamo costruendo su Mobile-Only.com, un ecosistema in cui il tuo smartphone diventa il tuo computer e il tuo lapdock la tua libertà.

Conclusione

Ubuntu Touch può davvero diventare un protagonista del Mobile Only?
Assolutamente sì. Se continuerà ad ampliare la compatibilità hardware, perfezionare l’interfaccia desktop e trovare il giusto partner produttore, potrà diventare l’alternativa aperta che tutti aspettavamo.

Per chi crede in un mondo post PC alimentato dagli smartphone, Ubuntu Touch non è solo un sistema operativo. È una dichiarazione d’indipendenza.

Non si tratta di competere con DeX o Windows, ma di offrire la libertà di lavorare, creare e vivere completamente Mobile Only, con tecnologia aperta, una comunità appassionata e un solo dispositivo per tutto.